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La grande sconfitta, in tutto, è dimenticare,
e soprattutto quel che ti ha fatto crepare,
e crepare senza capire mai fino a qual punto
gli uomini sono carogne. Quando saremo
sull'orlo del precipizio dovremo mica fare i furbi
noialtri, ma non bisognerà nemmeno
dimenticare, bisognerà raccontare tutto senza
cambiare una parola, di quel che si è visto
di più schifoso negli uomini e poi tirar le cuoia
e poi sprofondare. Come lavoro,
ce n'è per una vita intera. (Céline)


Sputa quel pelo...



                                                        

















Questo blog vuole Zeman
allenatore dell'Inter


 

Diario | EVVIVA IL CALCIO | Numero 23 | Uolter | TG FUNICULI' |
 
Numero 23
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14 dicembre 2004

QUANDO ZEMAN ANDO' ALL'INTER

Quando è calato il sipario su Siena-Inter, ero quasi dispiaciuto. Visto che dei tre punti non ce ne facciamo più niente, era meglio che quella partita l’avesse vinta Simoni. Quanto mi piacerebbe rivedere quel grande gentleman seduto sulla panchina nerazzurra. Cacciato a pesci in faccia, mentre lottava su due fronti (Campionato e Champions). Visto che non è possibile, mi associo all’appello di Tantorumore, che vuole Zeman all’Inter. Magari nel 2005, a dieci anni esatti da quanto successe quanto segue:
ROMA, 1 aprile 1995. Dai microfoni dell'emittente «Radio Radio» (una delle più ascoltate a Roma) la voce del tecnico laziale Zdenek Zeman ha annunciato il suo passaggio sulla panchina dell'Inter, attratto da un ingaggio super propostogli da Massimo Moratti «e dalla certezza che i nerazzuri acquisteranno Cantona e Signori». La notizia ha gettato nel panico alcuni tifosi laziali che sono accorsi al centro Maestrelli. «Radio Radio» ha insistito nello scherzo annunciando anche per le 18 del pomeriggio al campo Maestrelli una conferenza stampa di Zeman per ufficializzare il passaggio all'Inter e ipotizzando un ritorno di Dino Zoff o l'arrivo di Giovanni Trapattoni dalla Germania sulla panchina della Lazio.
Solo l’intervento dell’allora capo ufficio stampa della Lazio, Mario Pennacchia, chiarì che si trattava di un classico pesce d'aprile ed escluse qualsiasi coinvolgimento dello stesso Zeman che, ignaro di tutto, aveva trascorso la mattinata ad allenare i suoi.
 
Numero 23




permalink | inviato da il 14/12/2004 alle 21:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

7 dicembre 2004

CONFESSIONI

Pennivendoli, imbrattacarte, scribani, malpensanti, dietrologi, voi che per una vita avete insinuato il sospetto che la Juventus vincesse soltanto perché «protetta molto in alto», ebbene, avevate ragione. L'artefice dell'ultimo decennio di successi della Vecchia signora ha confessato il nome del «santo in paradiso» che protegge i bianconeri dalle sentenze di Torino piuttosto che dai rigori contro: si tratta di Padre Pio, come ha detto “Big” Luciano Moggi al “Giornale”, «non potrebbe essere altrimenti». Non è tutto. Chiunque pensi che sia stato Moggi a chiedere aiuto a Padre Pio è completamente fuori strada. È stato il frate di Pietrelcina ad avvicinare il deus ex machina del calcio nostrano. «Ovunque andassi, trovavo qualcosa di lui...era come se lui mi seguisse...mi sentivo quasi pedinato...». Già: visto che il profeta (del calciomercato) di andare alla montagna non ne voleva proprio sapere, è stata la montagna ad andare a lui. Per la gioia di tutti i fedeli bianconeri.


Numero 23 (tratto da Il Riformista del 4 dicembre 2004)




permalink | inviato da il 7/12/2004 alle 13:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

1 dicembre 2004

MORATTI, BIG LUCIANO E LE SCONFITTE PIACEVOLI

(Vorrei tranquillizzare i lettori preoccupati della non uscita della rubrica di ieri. Non ho fatto il crumiro, ho scioperato).


Qualche buona notizia prima o poi arriva anche per il tifoso interista. Non mi riferisco all’inutile rimonta di domenica sera. Quanto ad un’indiscrezione che sta insistentemente circolando nell’ambiente. Cioè che il petroliere verde (ma non ancora al verde) si stia apprestando ad affidare la gestione tecnico-manageriale (non tecnica tout court; per quella, per carità, c’è già il Mancio) al Big Luciano del calcio nostrano: Moggi. L’interessato non smentisce, e questo è un segnale. La Juve non avrebbe problemi: lo spettro di qualche anno senza vincere non fa certo paura (tanto, che vinca o perda, il Delle Alpi è sempre vuoto e le tv di Murdoch sempre accese).


Tutti contenti: Moggi rimpingua le sue finanze; il medico sociale lavorerà di più e meglio (tanto l’ardua sentenza di Torino tranquillizza anche i posteri); ma soprattutto i tifosi dell’Inter scopriranno che anche perdere, in fondo, può provocare una goduria.

Numero 23




permalink | inviato da il 1/12/2004 alle 15:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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